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Quartetto Maffei: lungo programma affrontato con rigore.
Un’ora e mezzo di piacevole concerto.
….Il bell’insieme, mostrato dal Quartetto Maffei già nel brano iniziale (Mozart K. 589), si consolidava con l’inserimento della seconda viola (Mozart quintetto K 516), che dava alla formazione una sonorità compatta e rotonda, particolarmente avvertibile nei movimenti dove viene utilizzato il sordino. Molto bello, inoltre, il risultato interpretativo nel quintetto mozartiano.
Nell’esito complessivo della serata da sottolineare il pianismo pulitissimo di Andrea Maggiora, potente mezzo di coesione nei tempi veloci, ma anche laddove la scrittura di Schostakowitsch si dilata fino a rarefarsi: in quest’ultimo caso il pianista torinese contribuiva efficacemente a mantenere sempre vivi l’interesse e la tensione esecutiva. Successo calorosissimo, premiato con l’esecuzione fuori programma di un brano molto suggestivo per quintetto d’archi e pianoforte appositamente scritto dal primo violino Marco Fasoli.
Chiara Zocca |
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