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Più coincidenze che distanze.
di ANGELO FOLETTO, pubblicata su SUONARE NEWS novembre 2009
Olaf John Laneri, pianoforte
Marco Fasoli, violino
Elisabetta Gerosa, violino
Giancarlo Bussola, viola
Paola Gentilin, violoncello
D. Shostakowisch, Quintetto op. 57
R. Schumann,
Quintetto con il pianoforte op. 44
Salotto Veneto/Freecom
reg.: 2008
durata: 63’
98 anni dopo l’archetipo incita Sostakovic e nasce un altro capolavoro; non il primo legato all’organico collaudato per la prima volta da Schumann.
L’accostamento tra i due capolavori è uno dei più musicalmente perfetti: le coincidenze sparigliano distanze e differenze, tant’è che l’ascolto consecutivo offerto dal disco è fertile e consigliabile.
La formazione italiana che se ne occupa, anticipando in un certo senso le edizioni che verranno ( il 2010 è il bicentenario schumanniano) è scelta. Non cerca scorciatoie, e impone un passo esecutivo di singolare eleganza, che si radica nel gusto sorvegliato e intimista di Laneri. Un camerismo che, pare, non dà importanza alle non eludibili deviazioni “sinfoniche” che i brani comportano, prediligendo tinte e gesti strumentali sommessi, accennati più che incarnati con pienezza, sensibili al dettaglio e agli intrecci più che alla tornitura della forma.
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